Come si allestisce
Abbiamo lasciato da parte gli aspetti nostalgici, puramente legati alla tradizione (che comunque connota questo tipo di preparazione, ed è giusto trattenere), per concentrarci sul posizionamento all'interno del ristorante. Per far funzionare un carrello è necessario avere un approccio strategico.
L’ideale è avere un prezzo fisso con un numero definito di tagli (quattro o cinque) e un supplemento per i clienti che gradiscono tagli pregiati (testina, coda, zampone).
In questo modo riuscite da un lato ad avere entrate fisse, e minima dispersione del tempo nel dialogo con l’ospite, dall’altro, invece, a soddisfare i clienti più curiosi e desiderosi di provare tutto.
I tagli andrebbero distribuiti e serviti per tipologia: manzo e vitello in uno scomparto, gallina in un altro, lingua e testina separate, cotechino e zampone nella loro vasca per non sporcare gli altri tagli con il grasso.
Il capitolo salse: un mondo da esplorare e raccontare che apporta creatività e colore al carrello del bollito... ed è quello che può davvero personalizzare la vostra proposta.
Oltre alle classiche (la salsa verde, il bagnetto rosso, la mostarda, la senape, il rafano) si possono aggiungere cognà o salsa di cipolla. Ma bisogna saper soddisfare anche chi ama il carrello del bollito nella sua semplicità, fornendo un olio extra vergine di qualità, il sale in fiocchi, dell’ottimo pepe.
E poi, naturalmente, non devono mancare i contorni della tradizione come patate lesse o purè, verdure bollite, piselli, anche qui con tutte le varianti che preferite, sperimentando aromatizzazioni, salse e intingoli (se consultate il vostro agente di zona vi può fornire degli spunti!).