La prossimità come filosofia
Ci siamo chiesti, guardando i campi, cosa significhi davvero parlare di filiera corta.
La risposta, qui, è misurabile in chilometri e in ore: tra l'Azienda Minzoni di Ravenna e lo stabilimento produttivo di Cesena c'è una distanza che si percorre in meno di un'ora, e i prodotti vengono raccolti e lavorati nella stessa giornata. Freschezza e valore nutrizionale non sono slogan, ma conseguenze dirette di una scelta geografica e organizzativa precisa.
Difficile replicare questo standard con filiere più lunghe, e difficile non notarlo.
In quel momento, sul campo era in piena produzione l'ortica — una delle poche coltivazioni di questo tipo in Italia, ci spiega Giuseppe. La raccolta avviene con un macchinario specifico che seleziona solo le prime foglie; l'irrigazione è dal basso, e consente anche trattamenti fitosanitari mirati. L'attenzione alla qualità è alla tracciabilità è totale— nulla viene lasciato al caso. Qualsiasi lotto non conforme viene scartato prima ancora di entrare in produzione. È il tipo di rigore che, quando lo si vede applicato, ti fa comprendere perché certi prodotti diventano così apprezzabili dai professionisti della ristorazione.
Dentro la piccola città produttiva
Il giorno seguente ci siamo spostati allo stabilimento di Cesena.
"Piccola città produttiva" non è un'iperbole: linee di lavorazione dedicate, tunnel automatizzati che movimentano la merce internamente senza interruzione della catena del freddo, e un magazzino automatizzato a -20° dove trova posto tutta la produzione finita e confezionata. Partiti dall'aula benessere — equipaggiamento d'ordinanza — abbiamo visitato più linee, ognuna dedicata a un prodotto di stagione.
In questo periodo erano attive le linee degli hamburger vegetali agli spinaci e della bieta erbetta. Per quanto riguarda i burger vegetali abbiamo seguito l'intero processo: dalla preparazione dell'impasto, alla formatura, al controllo pezzo per pezzo, fino al tunnel di congelazione e al confezionamento. Per la bieta, invece, tutto a partire dallo scarico della materia prima appena arrivata dal campo — pulizia, lavaggio, asciugatura, cottura, taglio in cubetti, tunnel di congelazione, confezionamento. Un ciclo che rende visibile e concreta quella filosofia del lavorato-fresco che, raccontata a parole, rischia di restare vaga.