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Partire dal campo

Partire dal campo


Quando ci si trova in mezzo a un campo di ortica in piena produzione, sotto il sole di giugno, a guardare un macchinario che seleziona solo le prime foglie — le più tenere, le più vive — e si capisce il valore di andare a toccare con mano le produzioni. 

L'11 e il 12 giugno scorsi siamo stati ospiti di Orogel - come vi abbiamo già anticipato in qualche foto e video sui social - e quello che sembrava un appuntamento formativo si è rivelato qualcosa di più di una visita commerciale.

 

La prima tappa ci ha portati in direzione di Ravenna, all'Azienda Agricola Minzoni. Ad accoglierci, il proprietario Giuseppe, che ha aperto la visita raccontandoci una storia di partnership lunga cinquant'anni con Orogel — una collaborazione nata con suo padre, in tempi in cui Orogel era ancora una piccola realtà e, ci racconta, "le riunioni si tenevano seduti sui rotoloni di paglia".
Da allora, l'azienda è cresciuta insieme al brand, ma il rapporto è rimasto solido e vivo. Non è un dettaglio sentimentale: è la prova che certi legami, quando poggiano su una visione condivisa, reggono decenni.

 

Partire dal campo

La prossimità come filosofia

Ci siamo chiesti, guardando i campi, cosa significhi davvero parlare di filiera corta.
La risposta, qui, è misurabile in chilometri e in ore: tra l'Azienda Minzoni di Ravenna e lo stabilimento produttivo di Cesena c'è una distanza che si percorre in meno di un'ora, e i prodotti vengono raccolti e lavorati nella stessa giornata. Freschezza e valore nutrizionale non sono slogan, ma conseguenze dirette di una scelta geografica e organizzativa precisa. 

Difficile replicare questo standard con filiere più lunghe, e difficile non notarlo.

 

In quel momento, sul campo era in piena produzione l'ortica — una delle poche coltivazioni di questo tipo in Italia, ci spiega Giuseppe. La raccolta avviene con un macchinario specifico che seleziona solo le prime foglie; l'irrigazione è dal basso, e consente anche trattamenti fitosanitari mirati. L'attenzione alla qualità è alla tracciabilità è totale— nulla viene lasciato al caso. Qualsiasi lotto non conforme viene scartato prima ancora di entrare in produzione. È il tipo di rigore che, quando lo si vede applicato, ti fa comprendere perché certi prodotti diventano così apprezzabili dai professionisti della ristorazione. 

 

Dentro la piccola città produttiva

 

Il giorno seguente ci siamo spostati allo stabilimento di Cesena.
"Piccola città produttiva" non è un'iperbole: linee di lavorazione dedicate, tunnel automatizzati che movimentano la merce internamente senza interruzione della catena del freddo, e un magazzino automatizzato a -20° dove trova posto tutta la produzione finita e confezionata. Partiti dall'aula benessere — equipaggiamento d'ordinanza — abbiamo visitato più linee, ognuna dedicata a un prodotto di stagione.

 

In questo periodo erano attive le linee degli hamburger vegetali agli spinaci e della bieta erbetta. Per quanto riguarda i burger vegetali abbiamo seguito l'intero processo: dalla preparazione dell'impasto, alla formatura, al controllo pezzo per pezzo, fino al tunnel di congelazione e al confezionamento. Per la bieta, invece, tutto a partire dallo scarico della materia prima appena arrivata dal campo — pulizia, lavaggio, asciugatura, cottura, taglio in cubetti, tunnel di congelazione, confezionamento. Un ciclo che rende visibile e concreta quella filosofia del lavorato-fresco che, raccontata a parole, rischia di restare vaga.

Partire dal campo
Partire dal campo

Assaggiare per capire

 

A chiudere le due giornate, il momento più degustativo: accompagnati dagli chef di Orogel, abbiamo analizzato le tendenze del mercato del vegetale, le evoluzioni nelle richieste dei consumatori, le direzioni in cui si sta muovendo il settore.
E poi abbiamo assaggiato una selezione della gamma (prodotti che sono già nel catalogo Tondini e alcune novità che presto vi presenteremo).

 

Al di là della conferma della condivisione degli stessi valori di Orogel in termini di innovazione e qualità, portarvi in un racconto un'esperienza del genere ha un grande valore.

Chi vende un prodotto a un ristoratore dovrebbe poter sempre rispondere in modo preciso alla domanda "da dove viene?”.
Ed è per questo motivo che la formazione per noi sarà un asset sempre più essenziale per garantire ai nostri clienti un servizio completo e  approfondito sul campo.

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