Lezioni di futuro, le parole di Benhur Tondini

È indispensabile dedicare più tempo alla formazione

Da questo assunto inizia l’intervento di Benhur Tondini nell’ultimo numero di Sala&Cucina Magazine.
Le riportiamo perché rappresentano un’importante riflessione sul futuro della ristorazione. O meglio, su come bisognerebbe agire per costruire il miglior futuro della ristorazione.

Il mondo della ristorazione e del cibo andrà sempre più incontro, in tempi rapidi, a profonde trasformazioni, alcune ancora da venire, altre già in corso, ma tutte che procedono alla velocità della luce.
Un esempio di tutto ciò ci arriva dall’ultima iniziativa di Talent Garden, la start up più agile in termini di progettazione e formazione esistente in Italia: l’apertura di un campus nel quartiere Isola di Milano dove si approfondiranno linguaggio e tematiche del foodtech.

Cos’è il foodtech ce lo spiega Davide Dattoli, co-fondatore di Talent Garden:
Il foodtech è la tecnologia più antica del mondo, la storia dell’uomo è avanzata evolvendo i processi e le tecniche di produzione del cibo, ma oggi il tema non è più solo dar da mangiare a tutti, ma come farlo senza distruggere il pianeta. Abbiamo deciso di puntare su questo settore quando, parlando con vari attori in Europa, ci siamo resi conto che l’Italia, nonostante la grande tradizione nell’alimentare, fosse indietro sul versante innovazione e sostenibilità della produzione in un momento in cui, tra pochi decenni, la crescita demografica del mondo avrà bisogno di un sostentamento diverso da quello attuale, con un minor impatto ambientale”.

Cosa significherà tutto questo per la ristorazione?
Una domanda da porsi adesso, vista la crescente tendenza a mangiare fuori casa. Non ho risposte certe, ovviamente, ma di sicuro è necessario, fin da ora, adeguare il modo di fare ristorazione all’ambiente e, soprattutto, è indispensabile dedicare più tempo alla formazione e alla sensibilizzazione di tutti i protagonisti della filiera, cuochi, maitre, ristoratori, distributori e produttori.
Quello che manca, o non è sufficientemente divulgato, è un’informazione precisa e puntuale sui luoghi, i tempi, i costi di momenti formativi dedicati a questa filiera.

E ce ne sono, invece, già in misura abbondante. Poi il settore, per il tipo di lavoro e di impegno di molte ore, non ha il tempo di cercare tra le tante proposte che circolano in rete, perdendo anche occasioni di corsi di alto livello e i probabili finanziamenti per accedervi.

Dal prossimo numero della rivista abbiamo quindi deciso di dedicare l’ultima pagina del magazine ad un estratto delle opportunità formative che si svolgono nelle diverse regioni italiane, di ogni livello e costo, al fine di agevolare la scelta di non restare indietro sul presente e, soprattutto, il futuro di uno dei mestieri più belli del mondo: favorire il piacere di un buon cibo e una sana ospitalità.

Si tratta di un piccolo contributo a rendere comprensibile il futuro ed è nostro preciso dovere essere uno strumento che affianca e aiuta i protagonisti di questa filiera a crescere e migliorare continuamente il loro background professionale.