Il Lago di Garda: come va il turismo?

Il Lago di Garda negli ultimi anni si è imposto come meta di elevato interesse per il turismo. Quest’anno si parla di calo, ma ogni stagione ha le sue regole


Una premessa: parliamo di Lago di Garda per interesse verso l’intero settore del turismo – che è evidentemente legato alla ristorazione – e in particolare perché buona parte delle nostre forniture si concentra proprio su ristoranti e locali in prossimità del lago più importante d’Italia.

Gli ultimi dati
Negli ultimi anni il Lago di Garda si è imposto come una delle mete italiane più interessanti per turisti italiani e stranieri.
Oltre 1 milione e 800 mila arrivi e quasi 8 milioni di presenze, come riportava qualche mese fa l’assessore della Regione Lombardia Lara Magoni.
La stagione estiva appena trascorsa tuttavia non ha confermato i numeri degli anni precedenti. Non abbiamo ancora dati ufficiali ma è ciò che abbiamo colto da ristoratori e albergatori.


Prima di Maggio si segnalava una crescita continua e significativa del turismo sul lago nel periodo 2013-2018 (+32%); incremento equamente ripartito tra presenze italiane (+34%) e straniere (+31%).
La Germania, e più in generale i paesi del nord Europa, si sono confermati anche nel 2018 i principali paesi di provenienza dei turisti stranieri. Per quanto riguarda i tedeschi si è registrata una lieve flessione negli arrivi – oltre 607 mila – contro una aumento delle presenze – quasi 3 milioni e 500 mila. Gli inglesi aumentano sia per arrivi sia per presenze. I tassi di crescita maggiori in termini di arrivi vengono erano stati registrati da polacchi (12,3%) e francesi (11,7%).

Quali sarebbero dunque i motivi del rallentamento?
Per analizzarli prendiamo in prestito le dichiarazioni rilasciate a L’Arena, come quella di Mirko Lorenzini.

«L’errore che non si deve fare è quello di fermarsi all’ultimo biennio» afferma Mirko Lorenzini, presidente degli albergatori di Torri del Benaco.
«Posso scommettere che questo non sarà un anno record per il turismo lacustre ma l’onestà vuole che rapporto debba essere fatto con il triennio 2014-2016. Il mese di maggio è stato decisamente nero per via del maltempo, la Pasqua «alta» ha inoltre posticipato, nel medio alto lago, l’apertura delle strutture ricettive».
Per leggere le altre dichiarazioni -> leggi quest’articolo

I problemi metereologici e la Pasqua “tardiva” non hanno giovato. A questi si sono aggiunti – a detta degli stessi operatori – anche i prezzi salati, o perlomeno non così convenienti rispetto altre “nuove” mete turistiche.
Per alcuni poi è fisiologico che, dopo annate floride, con crescite sostanziose, ci sia un calo fisiologico.

Siamo consapevoli del grande potenziale del lago di Garda, sia per il comparto alberghiero che per quello della ristorazione.
Ci auguriamo che si guardi verso un’unica direzione. Ovvero che le risorse e le attività territoriali puntino alla valorizzazione dell’area adottando le giuste misure e seguendo una linea di promozione condivisa.
Insieme, per tutto il Lago di Garda, possiamo fare molto!