I trasporti degli alimenti? Un problema da risolvere in fretta

Un’analisi sulle criticità del trasporto degli alimenti nell’ultimo numero di Sala&Cucina Magazine

 

 

Mancano autisti per le consegne. Questo è uno dei tanti problemi emersi in questo periodo ma che assume una rilevanza particolare nel momento in cui, per rimanere nel nostro settore, la ristorazione è ripartita alla grande in questi ultimi due mesi.
La logistica è un aspetto importante nella corretta gestione della filiera e la mancata consegna, o il ritardo, delle merci alimentari al distributore penalizza non poco il ristoratore che si trova a dover fare i conti con menu ridotti o a dover cambiare, per quei determinati giorni, la propria proposta.
Perché non vi fate scorte di magazzino direte?

Perché le scorte di magazzino non esistevano già prima del Covid; è una pratica che, complici il poco spazio nei ristoranti e il rischio di fare acquisti sbagliati, stava andando in disuso. I mesi trascorsi poi hanno cancellato del tutto la voglia di fare scorte, anche ora i ristoratori fanno acquisti piccoli, mirati al presente. La paura di nuovi lockdown è ancora avvertita.
Di conseguenza anche il distributore non ha intenzione di fare grossi investimenti in scorte di magazzino e le aziende produttrici fanno fatica a consegnare le merci perché mancano gli autisti.

Questo scenario è stato rilevato da ANITA, l’associazione di Confindustria che ha lanciato, per prima, l’allarme.
“Si tratta ormai di una vera e propria emergenza. Un problema che coinvolge non soltanto l’Italia, ma l’Europa intera. A causa dell’aumento della domanda di trasporto in arrivo dal mondo produttivo è sempre più difficile combinare tempi di consegna, efficienza del sistema e seguire le norme di sicurezza” ha spiegato Thomas Baumgartner, presidente di ANITA.
Anche in questo caso però il problema vero è la formazione. Il settore del trasporto è cambiato moltissimo in questi anni – nuovi automezzi dotati di tecnologie all’avanguardia, un aumento notevole di mezzi sulle strade – che impongono regole e conoscenza mentre il personale è abbastanza avanti come età media. Servono giovani che sappiano interagire grazie alle conoscenze tecnologiche, agli strumenti di guida, ai tempi che non possono essere disumani come quelli che, troppo spesso, vengono imposti.

Basti pensare all’aumento che ha avuto l’e-commerce nei mesi scorsi – spedizioni aumentate del +103% che ora sono attestate a un +68,3% a dimostrazione che il fenomeno non è temporaneo – in tutti i settori, anche negli acquisti della ristorazione, per capire come il trasporto su strada sarà, ancora per lungo tempo, un settore destinato a durare e a crescere.
Questo implica nuove professionalità che, ad oggi, mancano e se ne avverte la carenza in maniera drammatica. Ben vengano, dunque, iniziative come quella del Consorzio Global per dar vita a un nuovo corso universitario di alta formazione logistica dove si affronta anche il tema dei trasporti a livello globale.
Anche qui servono competenze nuove, stiamo entrando in un mondo che sta cambiando molto rapidamente e non possiamo restare solo e sempre a lamentarci se non arrivano i prodotti selezionati per il servizio del giorno.
Non sono più i tempi di François Vatel, il cuoco francese che si suicidò perché il pesce ordinato per il pranzo del Re Sole non arrivò in tempo.